"Caro Bruno ti scrivo.."

10.01.2026

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA POLISPORTIVA CALCINATESE ASD

"se sposti energie, risorse, strutture, attenzione pubblica, e alla fine ti rimane un numero ridotto di praticanti ed ottieni risultati devastanti… allora no, non è un progetto sportivo. È un'operazione."


Egregio Presidente,

scriviamo questa lettera pubblica non per alimentare polemiche, ma per rimettere al centro l'unica cosa che dovrebbe contare davvero: i ragazzi. E perché a un certo punto, quando si insiste nel raccontare una favola, arriva un momento in cui i fatti si alzano in piedi e chiedono la parola. E i fatti oggi sono semplici. Ufficiali. Pubblici.

Le classifiche CSI aggiornate al 9 gennaio 2026 raccontano che la tua Polisportiva risulta ultima in tre categorie giovanili. Tre su quattro, perché la quarta, quella dei più piccini, è fuori classifica. E non con risultati "difficili", non con una stagione sfortunata, ma con un dato che somiglia più a uno schianto che a un percorso sportivo:

  • Giovanissimi A7 / C: 0 punti in 9 gare, 8 gol fatti – 98 subiti, media 10,9 gol subiti a partita
  • Minipulcini A5 Invernale / H: 0 punti in 10 gare, 19 gol fatti – 107 subiti, media 10,7 gol subiti a partita
  • Pulcini A7 / I: 0 punti in 8 gare, 7 gol fatti – 82 subiti, media 10,25 gol subiti a partita

Totale: 27 partite, 0 punti, 287 gol subiti, con una media complessiva di 10,63 gol subiti a partita.

Presidente, questi non sono pareri. Non sono "visioni". Sono numeri. E i numeri non insultano: svelano.

Conoscendoti dirai che certi numeri non contano.

E invece contano.

Caro presidente, torniamo all'inizio. Perché questa storia non nasce così. Nasce con un accordo e una promessa: si deve fare tutti insieme. Collaborazione, unità, costruzione di un progetto condiviso, niente spaccature, niente guerra tra associazioni, niente famiglie divise.

L'ha predicato da uno scranno in una serata di Giugno, durante la serata di presentazione dell'accordo che era stato pensato (poi disatteso), un grandioso spot per l'amministrazione appena insediatasi. Lo ricordiamo tutti, ed anche tutte le famiglie presenti: "Abbiamo trovato un accordo", dicevamo. Peccato però che a distanza di qualche giorno è andato tutto a rotoli: la gente questo forse non lo sa, ma è giusto che lo sappia. Lei ha cambiato le carte in tavola. E il comune l'ha assecondata. Ci sono i documenti firmati e ci sono testimoni di quello che ci è stato imposto: cederLe il settore giovanile, bloccare le preiscrizioni ed i tesseramenti altrimenti non avremmo avuto la disponibilità dei cmapi per poter iscrivere le squadre ai campionati, che da lì a pochi giorni scadevajno i termini federali.

Abbiamo "bevuto per non affogare", cedendo ad ogni indicazione, sperando, giunti a quel punto, nella riuscita del Suo progetto: portare la Polisportiva in FIGC ("Eccezionale".. tra l'altro c'è una Vostra storica locandina che conserviamo con cura). Lo ricorda cosa aveva sostenuto pubblicamente? Era la parte più importante: non creare due mondi, non trasformare lo sport in politica, non trasformare i bambini in un trofeo di parte. E invece è successo esattamente questo: separazione, frammentazione, confusione, tensioni. E oggi possiamo dirlo senza interpretazioni: il risultato sul campo è un disastro educativo prima ancora che sportivo.

Lei è stato bravo: probabilmente ha tirato il sasso, non ce ne siamo accorti, per poi nascindere la mano, peccato che oggi il risultato delle Sue scelte risulta assai visibile, proprio grazie ai numeri.

Vogliamo ricordarLe che uno degli elementi centrali dell'accordo primitivo riguardava l'obiettivo — dichiarato e prospettato come determinante — di una strutturazione federale piena, con riferimento all'affiliazione FIGC e alla costruzione di un percorso sportivo coerente, nonché all'impiego di tecnici qualificati a supporto dell'attività. Su tali aspetti, che costituivano parte integrante dell'impostazione progettuale, si impone oggi una riflessione seria e concreta: le garanzie prospettate e preventivate nell'ambito dell'accordo non risultano essersi tradotte in un modello stabile e realmente competitivo, con evidenti ripercussioni sui ragazzi. Pertanto la domanda sorge spontanea: dov'è quel progetto? Ricorda che avevamo detto che spezzare l'esistente filiera del settore giovanile era un suicidio sportivo? O forse quella sera del 3 luglio scorso aveva più presa il consiglio di uno strumentista improvvisato che giocava a fare l'avvocato? Sappiamo che avrà compreso perfettamente il senso.

Certo che se la realtà è questa — tre categorie ultime, 0 punti, più di 10 gol a partita subiti — allora una delle due cose è vera: quel progetto non c'era davvero, oppure c'era, ma è fallito in modo totale.

E in entrambi i casi, caro Presidente, chi paga? Non paga Lei. Non paga chi ha deciso. Pagano i bambini che prendono 10 gol ogni domenica. Pagano le famiglie che vedono i figli tornare a casa mortificati. Paga il paese, perché quando umili lo sport giovanile, sparisce il futuro.

E poi c'è il dato che fa più male: da un bacino di circa 200 ragazzi, oggi si parla di circa 40 tesserati.

E dove sono finiti tutti i calcinatesi? Altrove, e le risparmio le motivazioni che potrà immaginare, lontanissime parenti da quanto qualcuno oggi, dall'alto di una carica apicale sembra il manifesto vivente dell'improvvisazione, voglia far intendere. La gente per fortuna sa gardarsi in giro per poi valutare.. soprassediamo, il tempo è sovrano.

Se qualcuno ha detto  "Voglio riportare la Polisportiva al centro dello sport di Calcinate", (c'è pure un video in rete, se se lo è perso se lo vada a guardare: è girato proprio di fronte alla palestra da lei gestita), ammesso e concesso che relativamente al gioco del calcio, la nostra ASD conta più calcinatesi rispetto alla vostra, ci chiediamo: è questa la via del successo sportivo e soprattutto per raggiungere lo scopo sociale? È questo il "nuovo corso", è questa la strada da seguire?

Perché se sposti energie, risorse, strutture, attenzione pubblica, e alla fine ti rimane un numero ridotto di praticanti e risultati devastanti… allora no, non è un progetto sportivo. È un'operazione. E come tutte le operazioni, va giudicata dagli esiti. E gli esiti, oggi, sono sotto gli occhi di tutti: un flop, un grande flop.

Era necessario? E la domanda vera è un'altra: necessario per chi? E qui arriviamo al cuore della vicenda, perché per i ragazzi i numeri dicono no, per la qualità tecnica i numeri dicono no e per il bene del movimento calcistico locale, i numeri dicono no.

Presidente, questa lettera non è scritta contro di Lei come persona, sai cosa ce ne viene.. è scritta contro un sistema di decisioni che ha trasformato lo sport in un campo di battaglia. Lo sport giovanile non può essere la moneta con cui pagare equilibri locali. Non può essere il terreno di conquista per la politica. Non può diventare un "progetto" che esiste solo nei comunicati, mentre sul campo esiste solo la mortificazione. La verità è che oggi, davanti a questi numeri, l'unica cosa che serve è responsabilità. Responsabilità nel guardare in faccia la realtà e nel dirsi: abbiamo fatto bene?

Perché oggi non vince nessuno. Oggi stanno perdendo i ragazzi. E quando perdi loro, hai perso tutto.

Pensaci bene, che ad azione corrisponde sempre una reazione.. e questi sono i primi risultati.

Era necessario arrivare a questa spaccatura?

Sapendola persona in possesso di uno spiccato senso ivico, oltre ad un notevole senso di autocritica, ci auguriamo di aver stimolato in lei più di una riflessione e, al netto di ciò che saranno i prossimi sviluppi legati allo sport calcinatese, Le auguriamo un Buon 2026.

Asd Calcinatese

Il Direttivo